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Il bilancio
Il servizio IrriNet è alimentato da un modello di bilancio
idrico finalizzato all’irrigazione delle colture, pertanto i
processi simulati dal modello sono indirizzati in tal senso e le
loro dinamiche di calcolo risultano fortemente influenzate da
questa scelta di progetto.
Una rappresentazione schematica completa del movimento dell’acqua
nel terreno potrebbe essere la seguente:

Il bilancio idrico del modello è impostato simulando
l’andamento dell’umidità all’interno di strati di terreno
assimilati a serbatoi, secondo logiche di tipo capacitivo. In
termini generali lo schema del modello è semplificato nel
seguente modo:

I processi simulati dal modello sono i seguenti
1. Dinamica dell’acqua nel suolo. Si
tratta del processo obiettivo del calcolo. Gli altri processi
simulati sono finalizzati a questo calcolo, che utilizza un
modello a serbatoi, con passo di calcolo orario e considerando 3
diversi strati:
-
Invaso superficiale: costituito dagli
avvallamenti presenti sull’interfaccia suolo-atmosfera
-
Strato superiore: è il volume occupato dalle
radici; per alcune colture è variabile nel tempo
-
Strato profondo, sottostante al precedente, che sarà
in parte colonizzato dalle radici nella loro crescita
Per lo strato superficiale si stima la capacità del
suolo di trattenere l’acqua meteorica in base alla sua scabrezza,
generata dal succedersi delle diverse lavorazioni superficiali, per gli
altri due la capacità di immagazzinamento è ottenuta a partire da
pedofunzioni legate alla tessitura del terreno. Tali pedofunzioni sono
state ottenute empiricamente elaborando dati dell’Istituto Sperimentale
per la Nutrizione delle Piante, verificate in campo
Ad ogni passo di calcolo si valutano poi gli scambi tra i vari strati,
ipotizzandoli costanti su ogni passo, ed in base all’equazione di
continuità a fine passo si aggiornano i valori finali.
Dal confronto dunque tra apporto idrico meteorico, capacità del primo
strato di trattenere acqua e capacità degli strati seguenti di farsi
attraversare dall’acqua, si ottiene la suddivisione tra ruscellamento
superficiale, che costituisce una perdita reale, e quantitativo di acqua
che si infiltra nel suolo vero e proprio. Si calcola poi
l’infiltrazione: la quantità di acqua che penetra è data dal valore di
infiltrazione massima nell’unità di tempo, ottenuto a partire dalla
sorptività e dalla conduttività idraulica della zona di trasmissione,
tipica per ogni classe tessiturale.
Il calcolo del ruscellamento è ottenuto infine dal confronto tra
capacità di invaso dello strato superficiale e quantità di acqua rimasta
in superficie dopo la procedura di infiltrazione.
Per i due strati sottostanti, si determina l’acqua in uscita da ogni
serbatoio calcolandola secondo la teoria esposta da Driessen,
rappresentandola cioè come la quantità di acqua che eccede la capacità
di ritenzione dello strato-serbatoio.
Dal confronto tra capacità d’immagazzinamento di acqua dello strato
intermedio e apporto idrico soprastante si ottiene: le quantità di acqua
a disposizione delle colture e, in eccesso oltre la capacità di campo,
il drenaggio verso lo strato immediatamente sottostante.
Analogamente, dal confronto tra capacità d’immagazzinamento di acqua
dello strato profondo e apporto idrico soprastante si ottiene la
quantità di acqua immagazzinato ed il drenaggio in uscita dal sistema
che costituisce una perdita reale.
2. Accrescimento della coltura inteso sia come
sequenza di fasi di sviluppo, sia come accrescimento dell’apparato
radicale; non viene fatta alcuna stima di accumulo di biomassa.
-
2.1. Fasi di sviluppo – si simula lo sviluppo della
coltura attraverso la stima delle fasi fenologiche, secondo il loro
succedersi cronologico a partire dalla fase start, che può essere la
semina, il trapianto, la ripresa vegetativa; in pratica si parte dalla
prima fase o operazione colturale, ritenuta indice di inizio dello
sviluppo della coltura. Il fattore preso in considerazione per il
calcolo è la temperatura media giornaliera dell’aria, il cui accumulo
è confrontato alla somma gradi giorno, necessari per fare scattare la
fase fenologica seguente. Il dato giornaliero viene accettato ai fini
del calcolo solo se superiore ad un valore soglia, al di sotto del
quale non si ha sviluppo della coltura; non viene preso in
considerazione un valore soglia superiore, così come non si valuta
l’effetto che eventuali situazioni di stress idrico possano avere
sull’accrescimento della pianta. Il valore di sommatoria proprio di
ogni fase fenologica di ogni coltura è stato fornito da ARPA SMR,
mentre il valore soglia di temperatura minima proviene da ricerche
bibliografiche, corretto, laddove necessario, da analisi su serie
storiche di dati, messi a disposizione dal CER e condotte da ARPA SMR
-
2.2. Accrescimento dell’apparato radicale – In
applicazione del metodo proposto da F.Danuso nel modello Bidrico, si
calcola la crescita dell’apparato radicale secondo una funzione, che
stima l’effetto della temperatura, dell’umidità dello strato sottostante
le radici e della fase fenologica, su di un tasso massimo teorico di
crescita proprio di ogni coltura, messo a punto in base alle
osservazioni sperimentali del CER sulle colture e sui suoli dell’Emilia
Romagna. Per le colture arboree si considera uno strato fisso, costante
nel tempo
3. Evapotraspirazione – per calcolare i consumi
idrici delle colture si applica la teoria evaporimetrica che intende
calcolare complessivamente sia il trasferimento di acqua dal terreno
all’atmosfera per evaporazione dal terreno, sia per traspirazione delle
piante. Il processo viene simulato evidentemente per stimare il flusso
evapotraspirativo. I passaggi effettuati sono i seguenti:
-
3.1. evapotraspirazione potenziale massima - calcolata da
quella di riferimento che è fornita giornalmente dall’ARPA SMR, tramite la
formula climatica di Hargreaves spazializzata su di una griglia
territoriale di 2,5 km di lato a coprire l’intero territorio di pianura
della regione. A tale valore di partenza si applica, quindi, il kc tipico
di quella coltura e di quella fase fenologica, con valori desunti dal
quaderno 24 della FAO, corretti, laddove necessario, dall’attività
sperimentale condotta sul territorio regionale dal CER, per ottenere
infine il dato di evapotraspirazione massima. Per evitare incongrui salti
tra una fase fenologica e l’altra, il valore giornaliero del kc viene
interpolato linearmente tra le fasi.
-
3.2. Evapotraspirazione effettiva – intesa come quantità di
acqua effettivamente perduta dal sistema suolo-coltura-atmosfera e
dipendente dalle condizioni idriche del suolo. A valori di umidità ottimali
la pianta non incontra alcuna difficoltà nell’estrarre dal suolo l’acqua e
la traspirazione è massima, viceversa, asciugandosi il terreno aumenta lo
sforzo che la pianta deve compiere e la traspirazione si riduce. In accordo
con la teoria esposta nel quaderno 24 della FAO, è stata individuata, per
ogni coltura, il valore di umidità del suolo (Uz) al di sotto del quale, la
pianta inizia a ridurre la propria traspirazione.
Lo schema riassuntivo è di seguito riportato

4. Apporto di falda – Anche in questo caso si tratta di
un flusso finalizzato al bilancio. La stima viene effettuata sotto forma di
riduzione dell’evapotraspirato della coltura, ed è funzione della sua
soggiacenza, della capacità delle diverse colture di estrarre acqua dal terreno
e dell’approfondimento del loro apparato radicale.
I principi su cui si basa tale assunto sono i seguenti:
La risalita della falda è un fenomeno passivo che viene attivato da un gradiente
di umidità decrescente dal basso verso l’alto ed è perciò funzione del calo nel
contenuto idrico degli strati soprastanti per evaporazione del suolo e
traspirazione delle piante.
La tessitura del suolo influenza la portata e la risalita effettiva della falda
lungo il profilo del terreno, con valori rispettivamente: direttamente e
inversamente proporzionali alla porosità.
La profondità ed efficienza dell’apparato radicale delle colture nell’estrarre
acqua dal terreno, influiscono direttamente sull’entità della quota di
evapotraspirato della coltura compensato dall’apporto della falda.
Da prove sperimentali appositamente condotte, in nove anni di studi e ricerche,
per quantificare la riduzione dell’apporto irriguo delle colture alla presenza
di livelli predeterminati e costanti di falda, sono state definite 9 relazioni
empiriche che legano la percentuale di evapotraspirazione della coltura
soddisfatta dalla risalita capillare della falda ipodermica, con la profondità
di falda misurata, distinta per 3 classi di tessitura del terreno in interazione
con 3 raggruppamenti di colture in base alla profondità radicale ed alla
capacità della coltura di utilizzare la falda.
Si riporta, a titolo esemplificativo, la rappresentazione grafica di tre delle 9
relazioni:

Calcolo del volume di adacquata consigliato
Una volta calcolato il bilancio del sistema suolo-pianta, si
stima un volume di adacquata consigliabile, risultante dalla differenza tra due
valori di Acqua Disponibile che fissano gli estremi inferiore e superiore di un
campo di umidità del terreno, ritenuto idoneo per il corretto sviluppo della
coltura ai fini della produttività ottimale, a seguito di attività sperimentale
appositamente condotta. I valori sono tipici della coltura e variano in base
all’impianto irriguo aziendale, sia esso microirriguo, aspersione o scorrimento,
per adeguarsi alle diverse capacità di lavoro.
Il calcolo viene effettuato in base al confronto tra il livello di umidità
presente nel terreno al tempo t, e la soglia minima di intervento, quando il
livello di umidità del terreno al momento della richiesta di consiglio è
inferiore alla soglia, si calcola la quantità d’acqua da somministrare alla
coltura come differenza tra la soglia inferiore ed una soglia superiore,
identificata come valore massimo di umidità a cui è utile portare il terreno.
Partendo dalla soglia inferiore o addirittura da un punto ad essa inferiore non
verrà così mai superata la soglia superiore.
Il valore della soglia superiore può coincidere con la capacità di campo ma
nella maggior parte dei casi si situa sotto al di sotto di essa; ciò per
impedire i cosiddetti consumi di lusso, ovvero sottrazione di acqua dal terreno
che non si converte in prodotto, ed avere un margine sufficiente ad accogliere
eventuali apporti idrici meteorici. Le coppie di valori di soglia sono:
-
diversi per coltura e per singola fase fenologica – fissati in
base ad un lungo lavoro di messa a punto mediante prove sperimentali condotte
appositamente per singola coltura
-
differenti per tipologia di impianto irriguo – determinati in
base alla bibliografia tecnica ed adattati alle colture con l’attività
sperimentale citata
-
calcolati giorno per giorno, interpolando linearmente tra i
valori iniziale e finale per evitare bruschi cambiamenti di valore
E’ evidente come il modello sia incentrato su questo particolare
calcolo, rimanendone fortemente caratterizzato al punto da contraddistinguerlo
come modello di bilancio idrico prettamente a scopo irriguo.
Bibliografia di Riferimento
-
Driessen P.M. 1986 – The water balance on the soil. In
“Modelling of agricoltural production: weather, soil and crops (H. Van Keulen
e J. Wolf, eds) PUDOC, Wageningen
-
Danuso F., Contin M., Grani M. e Giovanardi R. - Bidrico Manuale
d’uso e di riferimento
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Doorembos J. e Pruitt W.O. 1977. Guidelines for predicting Crop
water requirement. FAO Irrigation and Drainage Paper n.24
-
Rossi Pisa, P., Ventura, F., Mannini, P. e Battilani, A., 1991.
Determinazione dello stato idrico di soia e pesco in relazione alla profondità
di falda . Atti del convegno Acc. Georgofili “Monitorare l’ambiente agrario e
forestale” , Porto Conte (SS):931-944
-
Battilani, A. e Mannini, P., 1992. The influence of water table
depth and rootstock on growth habit of peach. Acta Hort. 315:23-30
-
Battilani, A. e Mannini, P., 1993. Effects of water table on
potato crop growth and yield. Acta Hort. 335:405-411
-
Battilani, A. e Mannini, P., 1994. Influence of water table
depth on the yield and quality of processing tomatoes. Acta Hort. 376:295-298
-
Battilani, A. e Ventura, F., 1996. Influence of water table,
irrigation and rootstock on transpiration rate and fruit growth of peach trees.
Acta Hort. 449:521-528
-
Caratteristiche pedoagronomiche e agro climatologia - Istituto
Sperimentale per la Nutrizione delle Piante
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