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Il modello di calcolo funziona con passo
giornaliero, oppure con passo orario in presenza di piogge; ciò per
confrontare il dato di intensità di pioggia in formato orario, con la
capacità di infiltrazione del terreno.
I processi simulati dal modello sono:
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Crescita dell’apparato radicale secondo una
funzione, che stima l’effetto della temperatura, dell’umidità dello
strato sottostante le radici e della fase fenologica, su di un tasso
massimo di crescita proprio di ogni coltura, messo a punto in base alle
osservazioni sperimentali del CER sulle colture e sui suoli dell’Emilia
Romagna
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Avvicendamento delle fasi fenologiche delle
singole colture, calcolato in base alla somma gradi giorno, sulla base
di dati messi a punto sperimentalmente dal CER e dall’ARPA SMR
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Determinazione dei consumi idrici, utilizzando
il dato evaporimetrico prelevato dal data base dell’SMR, moltiplicato
per il coefficiente colturale (kc) messo a punto a partire dai dati di
Doorembos e Pruitt, modificati in base alle osservazioni sperimentali
del CER.
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Stima della riduzione di assorbimento idrico dal
terreno in base allo stress idrico delle colture. Quando l’umidità del
terreno scende al di sotto della riserva facilmente utilizzabile, la
pianta attua una risposta fisiologica mirata alla riduzione dell’evapotraspirazione.
Il modello stima per ogni coltura il valore soglia di umidità al si
sotto della quale si ha una riduzione dei consumi, sulla base della
metodologia proposta da Doorembos e Pruitt, modificata in base alle
osservazioni sperimentali del CER. In pratica vi sono tre ipotesi di
calcolo a seconda che il terreno sia:
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In condizione di umidità ottimali,
ipotizzando che la pianta non incontri alcun ostacolo
all’assorbimento dell’acqua
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In condizioni di umidità sub-ottimali
ipotizzando che la pianta riduca i consumi in maniera linearmente
proporzionale alla quantità di acqua presente nel terreno
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In condizioni di scarsa umidità ipotizzando
una drastica riduzione dei consumi
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Stima dell’apporto di falda calcolato sotto
forma di riduzione dell’evapotraspirato in funzione della distanza della
falda dal piano di campagna, della capacità delle diverse colture di
estrarre l’acqua nel terreno e dell’approfondimento del loro apparato
radicale
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Dinamica dell’acqua nel suolo secondo il modello
a serbatoi, considerando 3 diversi serbatoi:
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Invaso superficiale costituito
dall’interfaccia suolo, atmosfera
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Strato superficiale occupato dalle radici in
quel preciso momento
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Strato profondo che sarà occupato dalle
radici nella loro crescita
In pratica si determina l‘acqua in uscita dal
serbatoio, rappresentata dalla quantità di acqua che eccede la capacità di
ritenzione dello strato-serbatoio, calcolata secondo la teoria esposta da
Driessen. In questo modo si possono generare 2 tipi di uscita: il
ruscellamento superficiale, proveniente dall’invaso costituito
dall’interfaccia suolo-atmosfera ed il drenaggio verso lo strato
immediatamente sottostante, comprensivo della quota di acqua drenata dallo
strato profondo, che costituisce per il sistema una perdita reale. Inoltre,
a causa della crescita dell’apparato radicale, viene stimata anche la quota
che la pianta asporta dallo strato radicabile, e quindi profondo, che va a
fare parte dei flussi dinamici del sistema terreno.
Determinazione delle costanti idrologiche tramite
pedofunzioni empiriche basate sulla tessitura del suolo
Schemi di riferimento del modello:

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